Fine delle lezioni ed obblighi docenti

UIL Scuola Firenze

Non è ipotizzabile, per i docenti, l’imposizione dell’obbligo della semplice presenza nella scuola o di firma del registro dopo il termine delle lezioni

Al termine delle lezioni si pone puntualmente il problema degli obblighi di servizio dei docenti non impegnati in esami.

Ugualmente quest’anno ci risulta che sotto varie forme venga richiesta da alcuni Dirigenti Scolastici la presenza in servizio per il periodo successivo alla conclusione delle lezioni.  

Per questo motivo riteniamo necessario ricordare quanto segue, anche richiamando il quadro normativo rispetto alla questione.

Il  CCNL stabilisce la durata della prestazione lavorativa svolgendo, al tempo stesso, una funzione di tutela dell’integrità psico-fisica del dipendente e istituendo una distinzione tra orario di servizio e  orario di lavoro. Nel caso dei docenti, gli obblighi si esauriscono con le ore di lezione e con le riunioni deliberate nel piano annuale delle attività.

L’art. 28, c. 5 del CCNL 2006-09 non modificato dal nuovo CCNL 2016-18 stabilisce che l’attività di insegnamento si svolge “nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale”.

Ne consegue a lezioni terminate l’attività obbligatoria di insegnamento non è più dovuta, per l’ovvia constatazione che mancano gli allievi a cui insegnare (l’art. 1256 del c.c. libera il docente da ogni obbligo).

Pertanto, nei periodi di sospensione delle lezioni e interruzione delle attività didattiche, i docenti non hanno l’obbligo di rimanere a scuola per l’orario di cattedra e possono essere impegnati solo in attività funzionali o aggiuntive, stabilite dall’art 29, e precisamente:

  • eventuali consigli di classe, per un impegno complessivo fino a 40 ore annue;
  • scrutini, esami e adempimenti connessi;
  • riunioni del Collegio dei docenti, attività di programmazione e verifica fino a 40 ore annue, con l’avvertenza che le ore eccedenti vanno retribuite con il fondo di istituto;
  • eventuali attività di aggiornamento, da svolgere su base volontaria;
  • attività aggiuntive (anche queste da svolgere su base volontaria) previste nel PTOF o deliberate dal Collegio dei docenti, che danno diritto al compenso orario o forfettario.

Per concludere, l'obbligo di presenza o firma durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, fatte salve le considerazioni appena enunciate, non sussiste in alcun modo.

I docenti, dunque, nel periodo in cui non vi è lezione ed escludendo ciò che prevede il Piano delle attività non possono essere obbligati (neanche con un ordine di servizio):

  • Alla presenza a scuola secondo il loro normale orario d’insegnamento;
  • A recarsi tutte le mattine a scuola per firmare il registro delle presenze;
  • Ad attività di riordino della biblioteca o altre attività normalmente “estranee” all’insegnamento;
  • Ad adempiere a qualsiasi attività prevista in un “elenco” di impegni stilato autonomamente dal Dirigente e non previsto nel Piano delle attività.

Ciò vale per qualsiasi ordine di scuola a lezioni terminate.

L’unica eccezione è per i docenti di II grado non impegnati negli esami. 
L'art. 11 dell'OM. n. 41 dell'11 maggio 2012 prescrive: “Il personale utilizzabile per le sostituzioni, con esclusione del personale con rapporto di lavoro di supplenza breve e saltuaria, deve rimanere a disposizione della scuola di servizio fino al 30 giugno, assicurando, comunque, la presenza in servizio nei giorni delle prove scritte..

Data
14-06-2018
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