​Valutazione dei dirigenti scolastici: le linee guida confermano un modello inaccettabile da modificare

UIL Scuola Firenze

Serve una reale innovazione. La scuola e i rapporti tra le componenti scolastiche devo essere alla base di ogni valutazione

Nei giorni scorsi è avvenuto l'incontro tra l'amministrazione e le organizzazioni sindacali rappresentative dell'area v per illustrare le linee guida della valutazione dei dirigenti scolastici.

Erano presenti la dott.ssa Palumbo, il dott. Previtali e la dott.ssa Capasso.

Si sono evidenziate subito le incongruenze di un modello di valutazione eterodiretto dal livello amministrativo che conferma la scelta di un modello burocratico di valutazione, inadeguato ad una dirigenza a capo di unità scolastiche autonome e irrispettoso della sua dignità professionale.

La Uil Scuola contesta specificatamente un sistema che condiziona la libertà di azione e di scelta delle scuole dell'autonomia che sarebbero inevitabilmente fortemente condizionate.
Cio è reso evidente anche dalla mancanza di trasparenza sia nella scelta dei nuclei di valutazione, sia dei requisiti di coloro che ne entrano a far parte. è del tutto inopportuno che si lasci ad un organo monocratico come il direttore scolastico regionale l'assoluta ed indiscussa individuazione e nomina dei componenti di questi nuclei.

Ugualmente inaccettabile è il principio che tali linee guida invadano campi già di esclusiva competenza della contrattazione e/o addirittura del contratto di categoria, con effetti riduttivi su alcune materie già di competenza sia della contrattazione nazionale, sia di quella regionale, con una valutazione, sostanzialmente, funzionale e dipendente dal potere esecutivo, espressione della maggioranza di turno.

La Uil Scuola ha fatto rilevare inoltre che non è previsto per alcun dirigente della pubblica amministrazione che il suo operato venga sottoposto a valutazione sulla base di questionari di percezione e che nella scuola sarebbe oltremodo deleterio, non trattandosi di un servizio a domanda individualizzata.

Gli strumenti di valutazione
Quanto all'idea di una valutazione della dirigenza basata sulla "pluralità di dimensioni professionali", per ridurre"il margine di errore nel processo di valutazione" è errata; in ultima analisi, infatti, la prospettiva è sempre quella del raggiungimento degli obiettivi di risultato, che, mentre per la restante dirigenza pubblica è "monodimensionale" e "mono-interfacciale", per i dirigenti scolastici è resa più complessa dalla rete di relazioni e di coinvolgimenti che fanno sì che quegli obiettivi di risultato possano essere raggiunti o no, presupponendo una valutazione rapportabile ai dati di sistema. Sarebbe questo il primo caso in cui un'attività professionale socialmente ed umanamente esposta, verrebbe valutata oggettivamente secondo i traguardi di risultato raggiunti, in assenza a di una autorità indipendente che ne analizzi gli esiti di sistema.

C'è nelle linee guida per la valutazione dei dirigenti scolastici un supino ossequio ai dettati della legge 107/15, che ha già fornito di sé, prova di scontento, mentre il personale della scuola e i dirigenti scolastici hanno necessità di un rinnovamento di cui non si è ancora individuata la giusta direttrice di sviluppo.

Solo la sede del rinnovo contrattuale, può rappresentare il momento per un'attenta riflessione che coinvolga la valutazione complessiva del sistema scolastico, affrontato dalla legge 107 in odo affrettato, approssimativo, sbagliato e parziale.
Sempre in quella sede sarà, a nostro avviso, possibile affrontare il problema della valorizzazione del personale tutto , in una ottica di vera autonomia scolastica.

Data
27-06-2016
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